Chi di voi segue con una certa attenzione il mio blog e, soprattutto, la mia pagina Facebook, sa che la mia attenzione verso le scarpe di produzione e commercializzazione cinese sta aumentando esponenzialmente negli ultimi tempi. Il motivo è che i cinesi iniziano a proporre anche in questo campo prodotti interessanti e che meritano di essere considerati. Anta con le KT2, signature shoes di Klay Thompson, ha immesso sul mercato una scarpa esteticamente piacevole e, stando alle recensioni di esperti del settore, anche piuttosto performanti.

Nonostante questo modello stia ricevendo buone attenzioni, tuttavia, Anta non si è limitata a godersi il “successo”, ma ha deciso di lanciare un altro modello, ovvero le KT2 Light, inteso come una versione  alleggerita della precedente. In realtà non si tratta di semplice riduzione del peso perché la scarpa è stata completamente ridisegnata in ogni singolo aspetto.

Il sistema di ammortizzamento resta il cosiddetto “EVE cushion“, molto apprezzato sinora; tutto il resto, invece, cambia. La prima cosa che salta all’occhio è il taglio della scarpa che si abbassa notevolmente; la tomaia  – ora in un unico pezzo –  abbandona il materiale sintetico per preferirgli un tessuto intrecciato (“knit“) più leggero e traspirante per la parte anteriore, a cui si aggiunge il mesh a maglia molto larga per la linguetta e parte posteriore. Una gabbia in materiale sintetico avvolge la scarpa per fornire supporto al piede insieme ad un heel counter in plastica  – con un design che mi ricorda quello delle Nike Hyperrev 2016 – e alla intersuola pronunciata nella parte posteriore. All’interno del collo si intravedono dei piccoli cuscinetti che vanno a stabilizzare ulteriormente il tallone e ne dovrebbero impedire il movimento verticale (in inglese detto heel slippage).

Davvero interessante la suola con tecnologia “Control-5” che utilizza una trama a spina di pesce segmentata riprendendo la fisionomia del piede umano permettendo così maggiore flessibilità.

Le ANTA KT2 Light sono decisamente un prodotto che fa venire voglia di provarlo; le caratteristiche – per gli amanti delle scarpe basse – ci sono tutte per dare soddisfazioni a molti cestisti. Unico neo evidente è la quasi totale mancanza di personalizzazione dedicata a Klay Thompson. Il semplice logo, che oltretutto è minuscolo sulla linguetta e poco visibile sul tallone, non rende abbastanza l’idea di una signature shoe, elemento che aggiungerebbe appeal al tutto. Lo stesso dicasi per la scritta “Basketball is Life” in bella mostra; tutti la condividiamo al 100%, ma non di dice nulla di Klay.

Attualmente sono disponibili esclusivamente in Asia al prezzo di 90 dollari. In Europa non arriveranno mai, quindi, qualora foste interessati all’acquisto dovrete tenere d’occhio i negozi americani.

Via WT

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