Ci siamo abituati ormai alla consuetudine del produttore di Beaverton di proporre variazioni dei suoi modelli di punta nel periodo finale della stagione NBA. Da quello che ho desunto io, la ratio è che essendo i Playoffs ad un livello di competitività notevolmente superiore alla regular season i giocatori necessitino di strumenti più performanti ai loro piedi e conseguentemente di miglioramenti tecnici. Se questo è effettivamente il messaggio – che implicitamente sottende l’intenzione di inondare il mercato di nuovi prodotti con lo “sbuffo”, invalidando il concetto di “less is more” – francamente Nike non mi ha persuaso. Premesse a parte, anche quest’anno abbiamo occasione di vedere la versione “potenziata” delle scarpe dedicate al neo-infortunato Kevin Durant (se non lo sapete è ai box per almeno un mese con problemi al ginocchio), sono le Nike KD9 ELITE.

Purtroppo, viste le precedenti versioni di KD Elite, sono partito abbastanza sconsolato nel constatare che anche quest’anno un effettivo passo in avanti in termini di prestazioni non mi pare sia stato compiuto. Se vi ricordate le KD8 Elite (andate in fondo a questo articolo), quelle con il calzino incorporato, sapete di cosa sto parlando. Identica cosa valga per le KD7 Elite; si salvano, invece, le KD6 Elite che avevano effettivamente aumentato le prestazioni della scarpa originale.

KD9 Elite

La parte inferiore della scarpa rimane invariata con la borsa di Zoom Air articolato a tutta lunghezza. Ciò che cambia è il materiale posto nella parte del collo, dove Nike ha deciso di utilizzare un tessuto elasticizzato che dovrebbe garantire una miglior calzata della scarpa; resta invece il Flyknit nella parte anteriore, anche se con una trama differente e più aperta in zona mediale (che mi ricorda il pannello delle AJ5). Si nota subito poi il sistema di allacciamento sui generis che utilizza dei cavi di spessore simile a quello degli stessi lacci e posizionati al di sopra della tomaia.

Uno degli aspetti negativi che ho notato dai giocatori mentre indossavano le KD9 è la mancanza di contenimento. Il piede tende spesso ad uscire dalla base della scarpa ed in alcuni casi a Durant stesso è capitato di perderla sul campo. Riusciranno le Elite a risolvere questo problema?

Per il momento sono disponibili esclusivamente sul mercato asiatico, tuttavia, con l’avvicinarsi della post-season dovremmo vederle arrivare anche in Europa.

Via Atmos

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