Un altro cambio di nome in casa Nike. Le Zoom Hyperrev diventano ora, semplicemente, Zoom Rev. Tutto sommato un cambio giustificato considerando che il nome precedente era difficile da pronunciare e ricordare. Roba da poco in ogni caso, quisquilie.

Non è un segreto che questo modello proposto da Nike negli ultimi anni per me sia una delle delusioni più grandi che abbia provato nel campo delle scarpe da basket. Quando il brand dell’Oregon ha per la prima volta proposto le sue Zoom Hyperrev nel 2013, il design mi ha fin da subito affascinato e le caratteristiche tecniche mi intrigavano parecchio (zoom air a tutta lunghezza su tutte).Rev

Quando ebbi poi l’occasione di provarle fu la conferma dell’amore a prima vista. Sembrava di indossare le scarpe di Flash e di camminare letteralmente sulle nuvole. Unica pecca – non da poco – era il praticamente inesistente contenimento del piede dovuto al fatto che la tomaia era troppo leggera, troppo poca, e priva di elementi di supporto. Non le ho mai acquistate sperando che negli anni successivi Nike avrebbe proposto un modello migliorato doveva serviva. Nulla di più errato.Rev

Oggi le Zoom Rev 2017 sono una scarpa completamente differente rispetto al modello originale. Il design ricercato è sempre stato l’anello conduttore di questo modello, la versione 2017 abbraccia tuttavia una linea più convenzionale e generica rispetto al passato.Rev

Il materiale utilizzato per la tomaia è tessuto traspirante con una trama molto aperta in modo tale da permettere il passaggio dell’aria. Il tessuto e l’aggiunta di una importante imbottitura nella parte del collo rendono questa scarpa sicuramente comoda. L’assenza di Flywire (i cavetti) ne determina, d’altro canto, la probabile lacuna in termini di contenimento del piede.

Come dice il nome stesso della scarpa, anche quest’anno l’ammortizzamento è garantito dallo Zoom Air, grazie ad una borsa posta sotto l’avampiede. L’intersuola è, come di consuetudine, in Phylon.Rev

La parte inferiore è sicuramente quella più interessante. La suola – trama a spina di pesce classica – presenta infatti una costruzione ondulata che è davvero intrigante. Personalmente fatico a comprendere l’utilità di una simile caratteristica (forse per evitare l’accumulo di polvere?), soprattutto nel caso in cui la gomma e l’intersuola non siano abbastanza morbide da permettere a tutta la superficie di trovare contatto col terreno rendendo così il grip poco costante. Mi auguro non sia semplicemente una soluzione stilistica.

Attualmente disponibili in tre diverse colorazioni sul sito ufficiale, il mio consiglio è di optare eventualmente per quella black/gum. Il prezzo contenuto le rende in ogni caso una buona opzione per i meno esigenti.

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