“Sneakers, soltanto scarpe da ginnastica e nulla più”. Non c’è dubbio che questo sia il pensiero della maggior parte delle persone, anche di quelle che fanno parte del mondo dello sport. Certo, non si può pretendere che tutti siano appassionati di scarpe…solitamente è una mania riservata al gentil sesso.

Anche se avete un occhio critico ed esterno a questo argomento, tuttavia, dovete riconoscere che le scarpe non sono esclusivamente un accessorio da mettere ai piedi per deambulare in comodità, o un oggetto di pura vanità. C’è di più, sono uno strumento di lavoro (per alcuni), un oggetto di cultura popolare e negli ultimi anni sono diventate anche un supporto di comunicazione.

Comunicazione? Sì. Gli atleti professionisti spesso utilizzano le proprie scarpe per diffondere un messaggio al pubblico. Nel calcio spesso si sono visti giocatori levarsi la maglietta dopo un goal per esprimere il proprio pensiero. Ma perché limitarsi ad un momento topico di una gara sportiva, quando è invece possibile esprimersi per un periodo più prolungato?. Ecco perché utilizzare le scarpe; in moltissimi sport è possibile personalizzarne il colore e la forma di conseguenza la creatività e la libera espressione possono essere rilasciate.

Nella NBA siamo ormai abituati a questa usanza degli atleti che scrivono sulle scarpe. Che siano citazioni della Bibbia, oppure messaggi di incitamento, o anche parole di cordoglio per qualche persona cara e persa, questo metodo di espressione è ampiamente diffuso.

Molto celebre è la frase tratta dalla Bibbia che Stephen Curry scrive su tutte le sue scarpe: “I can do all things…” (“Posso fare ogni cosa”).

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E così altre stelle NBA hanno personalizzato le proprie scarpe, come Kevin Durant, LeBron James, Dwight Howard e molti altri.

La più recente manifestazione di ciò proviene dal particolarmente loquace Draymond Green, il quale nello scorso fine settimana ha indossato una speciale versione di Nike Zoom Clear Out personalizzate dall’artista “Mache Customs“.comunicazione

Con queste la star dei Golden State Warriors si è schierato contro il razzismo (tema molto sentito da sempre e particolarmente in questo periodo negli Stati Uniti). La ulteriore particolarità di tutto ciò è che Green è stato l’unico atleta NBA ad aggiungersi alla lodevole iniziativa della NFL (Nation al Football League) che nella tredicesima settimana di stagione regolare ha visto gli atleti indossare scarpe personalizzate per sostenere una causa sociale. L’inziativa è stata pubblicizzata con l’hashtag  #mycausemycleats.

Ebbene le cose non sono sempre come appaiono, così come le scarpe racchiudono in se qualche cosa in più che l’essere meri oggetti da sfruttare e poi gettare via.

 

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